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La Cgil: cattedrale nel deserto', non darà occupazione ai giovani
Fonte:www.ilrestodelcarlino.it

Inserito: 26/07/2010 22.27.36

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La Cgil: cattedrale nel deserto', non darà occupazione ai giovani  MOTODROMO CONTINUANO LE PRESE DI POSIZIONE CONTRARIE ALTRI due «no» al motodromo a San Marco alle Paludi. Arrivano dalla Cgil e dal comitato Citasfe, (quello contrario alla centrale a biomasse a Campiglione. La Camera del lavoro di Fermo interviene attraverso il neo segretario generale Maurizio Di Cosmo, per il quale «l'idea del motodromo è figlia della falsa modernità e dei finti posti di lavoro, è in antitesi con un'idea seria di sviluppo socialmente e ambientalmente sostenibile, e con l'esigenza di riaffermare il metodo della programmazione nel governo del territorio». Secondo la Cgil, invece che una pista per scarrozzare («espressione testuale di un consigliere provinciale», sottolinea l'associazione sindacale), ai giovanni vanno offerti «un sistema di istruzione efficiente e opportunità di lavoro stabile e dignitoso». Di Cosmo ritiene che il progetto del motodromo «ripercorre errori del passato, quelli delle cattedrali nel deserto' estrnee alla cultura e alle vocazioni del territorio, destinate al fallimento economico e occupazionale, e a rimanere sfregi indelebili al paesaggio. E' necessario e urgente, pertanto, determinare lo spostamento degli investimenti dal mattone' e dal cemento', oltre che da attività esclusivamente finanziarie, a quelle produttive e di servizio». La Cgil di Fermo, rispetto alla proposta del motodromo, avanza l'alternativa di una politica del territorio basata sul recupero delle aree dismesse, la riconversione e riqualificazione urbanistico-architettonica del patrimonio edizio rurale, di aree urabne ed extraurbane. Il presidente Elmo Tappatà spiega invece la posizione del Citasfe, avanzando «il sospetto che il motodromo servirebbe a iniziare la cementificazione di un'area di cui oggi sarebbe scandaloso proporre la lottizzazione, ma che una volta constatata la mancata remuneratività dell'impresa, sarebbe convertita in edificabile col pretesto di recuperare a un qualche uso le strutture già edificate». Il Citasfe propone alcuni punti di riflessione: il territorio marchigiano ha subito negli ultimi 15 anni un'intensa cementificazione che ha divorato il terreno agricolo; la vocazione del territorio fermano è quella di offrire agli abitanti stressati delle grandi città un'aria ossigenata dal verde con un sistema integrato per il turismo che preveda piste ciclopedonabili, servizi di ristorazione e alloggio, una produzione agricola fatta di tipicità; il motodromo sarebbe realizzato in una zona fluviale di interesse naturalistico e, quindi, dopo il depuratore e lo svincolo autostradale di Porto Sant'Elpidio, l'impianto sportivo sarebbe il colpo di grazia. Per far conoscere meglio le peculiarità della zona scelta per il motodromo, il Citasfe prossimamente vi organizzerà una festa popolare



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